| Carlos Castaneda |
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Florinda Donner-Grau, Taisha Abelar and Carol Tiggs di Concha Labarta Translated from Spanish. First appeared in Mas Alla, April 1, 1997, Spain. Tradotta dall'inglese. Pubblicata per la prima volta su Mas Alla, 1° Aprile 1997, Spagna. Tutte le risposte sono state fornite da Carol Tiggs, Taisha Abelar e Florinda Donner-Grau. Domanda: Insieme a Carlos Castaneda, siete state allieve di don Juan Matus e dei suoi compagni stregoni. Siete però rimaste nell'anonimato per anni, ed è solo recentemente che avete deciso di parlare di voi e del vostro apprendistato con don Juan. Perché questo lungo silenzio? E qual'è la ragione di questa svolta? Risposta: Prima di tutto vorremmo chiarire che ognuna di noi conobbe l'uomo che Carlos Castaneda chiama il nagual Juan Matus con un nome differente: Melchior Yaoquizque, John Michael Abelar e Mariano Aureliano. Per evitare confusioni, preferiamo chiamarlo sempre il vecchio nagual; non vecchio in termini di età ma in termini di anzianità, e soprattutto per distinguerlo dal nuovo nagual, Carlos Castaneda. D: L'istruzione che avete ricevuto da don Juan era simile a quella di Carlos Castaneda? Se non lo era, quali erano le differenze? Come descrivereste don Juan e le sue compagne e compagni? R: L'istruzione che venne data a noi non era affatto simile a quella impartita a Carlos Castaneda per la semplice ragione che noi siamo donne. Abbiamo organi che gli uomini non hanno: le ovaie e l'utero, organi di capitale importanza. Le istruzioni del vecchio nagual per noi erano di pura azione. Riguardo alla descrizione dei compagni e delle compagne del vecchio nagual, tutto quello che possiamo dire a questo punto delle nostre vite è che erano esseri eccezionali. Parlare di loro come se fossero persone del mondo quotidiano sarebbe sciocco oramai. D: Mentre molte correnti psicologiche e sociologiche moderne propugnano una riduzione delle distanze fra l'universo maschile e femminile, nei vostri libri leggiamo che ci sono evidenti differenze fra uomini e donne nel modo in cui accedono alla conoscenza. Potreste fare dei chiarimenti al riguardo? In che modo siete differenti voi come streghe donne, e le vostre esperienze, da quelle di Carlos Castaneda? R: La differenza fra uomini e donne nel lignaggio di stregoni del vecchio nagual è la cosa più semplice del mondo. Come ogni altra donna al mondo, abbiamo un utero. Abbiamo organi differenti rispetto agli uomini: l'utero e le ovaie, i quali, secondo gli stregoni, permettono alle donne di entrare facilmente in aree di consapevolezza estranea. Secondo gli stregoni, c'è una forza colossale nell'universo; una forza costante, perenne, che fluttua ma che non cambia. Chiamano questa forza consapevolezza o mare oscuro della consapevolezza. Gli stregoni affermano che, grazie alla presenza dell'utero nel proprio corpo, le donne hanno la facilità di muovere il punto di assemblaggio in una nuova posizione. D: Nei vostri libri abbiamo anche letto che Florinda Donner-Grau e Taisha Abelar rappresentano ciascuna una differente categoria nel mondo dello sciamanismo. Una di voi è una sognatrice e l'altra una cacciatrice. Sono termini affascinanti ed esotici ma molti li impiegano indiscriminatamente interpretandoli a modo proprio. Qual'è il vero significato di tali classificazioni? Nel momento dell'azione cosa implica il fatto che Florinda Donner-Grau è una sognatrice e Taisha Abelar una cacciatrice? R: Anche in questo caso, come per la domanda precedente, la differenza è molto semplice perché è dettata dall'energia di ciascuna. D: Nei vostri libri più recenti, Essere nel Sogno e Il Passaggio degli Stregoni, parlate di esperienze personali che sono difficili da accettare. Entrare in altri mondi, viaggiare nell'ignoto, stabilire contatti con esseri inorganici, sono tutte esperienze che sfidano la ragione. La tentazione è di non credere affatto a tali racconti, o di considerarvi esseri aldilà del bene e del male, esseri che non vengono toccati dalle malattie, dalla vecchiaia o dalla morte. Cos'è la realtà quotidiana per una strega? E come si concilia il tempo cronologico con il tempo magico? R: La sua domanda, signorina Labarta, è troppo astratta e inverosimile. Perdoni la nostra franchezza. Non siamo esseri intellettuali e non siamo in nessun modo capaci di prendere parte ad esercizi in cui l'intelletto si serve di parole che in realtà non hanno alcun significato. Nessuno di noi, da nessun punto di vista, è aldilà del bene e del male, delle malattie, o della vecchiaia. D: Carlos Castaneda è il nuovo nagual. Cosa significa questo per voi come donne, e per le vostre consimili? E' impossibile per una donna essere nagual? R: Tutto questo significa che Carlos Castaneda è il nostro avvocato, un legale che sa dove firmare documenti riguardanti l'infinito. E' il nostro consulente legale in tutte le questioni con l'infinito. Certamente una donna potrebbe fare lo stesso ma, come dicono gli stregoni, se puoi farlo stando sdraiata a letto, perché alzarsi? D: La presenza fisica dell'insegnante può non essere indispensabile ma, in ogni caso, è di grande aiuto. Voi siete state istruite direttamente da don Juan e dai suoi compagni per guidarvi nel mondo dello sciamanismo. Pensate veramente che quel mondo sia accessibile a chiunque, anche senza un insegnante personale? R: In una certa misura, l'insistenza nel voler avere un insegnante è un'aberrazione. L'idea del vecchio nagual era di aiutarci a infrangere il dominio del Me. Con le sue battute e il suo terrificante senso dell'umorismo, riuscì a farci ridere di noi. In questo senso, crediamo fermamente che il cambiamento sia possibile per chiunque, un cambiamento analogo al nostro, ad esempio, praticando la Tensegrità, senza il bisogno di un particolare e personale insegnante. D: La possibilità di una forma di morte alternativa è uno dei punti che più colpiscono negli insegnamenti don Juan Matus. Secondo quanto ci avete detto, lui e il suo gruppo raggiunsero questa morte alternativa. Qual'è la vostra interpretazione della loro scomparsa, quando si trasformarono in consapevolezza? R: Questa potrebbe sembrare una domanda semplice, ma è molto difficile dare una risposta. Noi pratichiamo gli insegnamenti del vecchio nagual. Ci sembra che, con la sua domanda, lei stia sollecitando una giustificazione psicologica, una spiegazione equivalente alle spiegazioni della scienza moderna. D: Vi sentite pronte ad affrontare il salto finale? Che cosa vi aspettate in quell'universo, che reputate impersonale, freddo e predatorio? R: Quello che aspettiamo è una battaglia senza fine e la possibilità di trovarci al cospetto dell'infinito, che sia per un secondo o per cinque miliardi di anni. D: Alcuni dei lettori dell'opera letteraria di Carlos Castaneda lo hanno rimproverato per la mancanza di una maggiore presenza spirituale nei suoi libri, per non aver usato la parola "amore". Il mondo di un guerriero è veramente così freddo? Non provate emozioni umane? O forse assegnate un diverso significato a queste emozioni? R: Sì, diamo loro un diverso significato e non usiamo parole come "amore" o "spiritualità" perché il vecchio nagual ci convinse che si tratta di concetti vuoti. Non l'amore o la spiritualità in sé ma l'uso che si fa di queste due parole. La sua argomentazione era la seguente: se veramente ci consideriamo esseri immortali che possono permettersi il lusso di vivere fra gigantesche contraddizioni e infinito egoismo; se tutto quello che conta per noi è la gratificazione immediata, come possiamo rendere l'amore o la spiritualità qualcosa di autentico? Per il vecchio nagual questi concetti erano vuoti, senza vita, parole cui nessuno è pronto a dare seguito nei fatti. Diceva che ogni volta che affrontiamo queste contraddizioni, le risolviamo dicendo che, essendo solo degli esseri umani, siamo deboli. D: Sembrerebbe che la chiave per espandere le nostre capacità percettive sia la quantità di energia di cui disponiamo, e che la condizione energetica dell'uomo moderno sia davvero misera. Quale sarebbe la premessa essenziale per risparmiare energia? E' possibile per chi deve mantenere una famiglia, lavorare tutti i giorni, e participare pienamente al mondo sociale? E riguardo alla castità come mezzo per risparmiare energia, uno di punti più controversi dei vostri libri? R: La castità è raccomandata, ci diceva il vecchio nagual, per la maggioranza di noi. Non per un fatto di morale, ma perché non abbiamo abbastanza energia. Ci mostrò come la maggior parte di noi sia stata concepita in condizioni di noia coniugale. Da stregone pragmatico qual'era, il vecchio nagual affermò che il concepimento è un momento di finale importanza. Disse che se una madre non riesce ad avere un orgasmo al momento del concepimento, il risultato è quello che lui chiamava una "scopata annoiata". In tali condizioni non c'è energia. Il vecchio nagual raccomandava la castità per chi è stato concepito in questo modo. D: I passi magici della Tensegrità, che considerate di grande importanze, sono il vostro più recente contributo per quelli interessati al mondo di don Juan Matus. Cosa può dare la Tensegrità a chi la pratica? Può essere paragonata a qualunque altra disciplina fisica oppure ha caratteristiche proprie? R: Quello che la Tensegrità dona a chi la pratica è energia. La differenza fra la Tensegrità e qualunque altro sistema di esercizi fisici è che l'intento della Tensegrità è stato dettato dagli sciamani dell'antico Messico. Questo intento è la liberazione dell'essere che va alla morte. D: Quali sono i motivi per divulgare la vostra conoscenza su una scala più ampia attraverso i seminari? Considerate questo genere di approccio, che implica l'uso di mezzi commerciali e vaste adunanze di persone, veramente efficace per chi persegue un cambiamento individuale? R: Il grande contributo di una vasta massa di praticanti è stata una vera sorpresa per noi. Il vecchio nagual non ce ne parlò perché non ebbe mai l'opportunità di assistere a tale fenomeno. La massa umana è ciò che da alla Tensegrità uno scopo comune e che sprona i praticanti individualmente verso risultati che normalmente considereremmo impossibili nell'ambito temporale di un seminario. D: Avete affermato di essere la fine del lignaggio di don Juan e di trovarvi ora a fare cose mai fatte dagli sciamani che vi hanno preceduto. Forse i puristi vi rimprovereranno di non esser stati fedeli agli insegnamenti originali. In che misura vi siete distaccati dalla tradizione sciamanica quale vi venne insegnata da don Juan? E qual'è la nuova direzione del vostro lavoro? R: Non abbiamo in alcun modo deviato dagli insegnamenti del vecchio nagual. Lui ci diede il compito di chiudere il suo lignaggio con un fermaglio d'oro, ed è quello che stiamo cercando di fare. |
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